Grande festa anche a Gradisca d’Isonzo per la Messa di Prima Comunione celebrata quest’anno nella Chiesa di Santo Spirito. Annunciata da un concerto di campane ad opera del locale gruppo giovanile degli scampanotadors la celebrazione ha visto protagonisti in tutto i bambini, i quali hanno letto, pregato con le loro intenzioni, portato i doni all’altare e soprattutto cantato con sicurezza tutta la Messa. All’inizio dopo la chiamata per nome da parte del parroco e l’eccomi dei fanciulli, Alberto Garbari, coordinatore del gruppo catechisti del secondo anno ha presentato alla comunità il percorso fatto che non si è basato su nozioni e concetti astratti, ma su un’esperienza concreta vissuta assieme domenica dopo domenica. E ha concluso dicendo “La speranza di noi catechisti è che questo seme maturi in ciascuno di voi bambini, portandovi ad essere ragazzi consapevoli e cristiani concreti nella vita di tutti i giorni”. Nella sua omelia don Maurizio la grandezza dell’Eucaristia come momento di festa e libertà della famiglia, in quanto oggi anche la domenica, il riposo viene messo a rischio non permettendo di far ritrovare la famiglia stessa. La festa che oggi gustiamo ci fa comprendere come la stessa è tempo per la famiglia, per il Signore e per la comunità, solo l’insieme di questo trinomio la fa davvero abitare lo spazio sociale lo lo spazio di Dio. Con immagini suggestive tolte dagli scritti di San Domenico Savio e di Santa Teresina di Gesù Bambino ha comunicato ai bambini che preziosità è l’Eucaristia. Non ha mancato di ringraziare l’opera dei catechisti che hanno messo per altri due anni in secondo piano e proprio al domenica, come avviene ormai da dieci, fidanzata, famiglia, uscite domenicali, per esserci con la catechesi dei bambini e con l’Eucaristia della comunità. Ma se il cammino e soprattutto il servizio catechistico può aver avuto per la famiglia le sfumature della supplenza, ora, ha rimarcato il parroco, questi figli sono affidati quasi unicamente a voi, non deludeteli in ciò che hanno sperimentato e negli orizzonti che sono stati loro dischiusi. Nell’omelia non è mancato un accenno, celebrandosi liturgicamente la Pentecoste, al bisogno di invocare lo Spirito Santo, specie in questi tempi nei quali vediamo tanti offendere la Chiesa e Papa Benedetto che la conduce con sapienza e amore. Il rito come detto è stato completamente cantato dal gruppo dei comunicandi, che sembravano un coro, ma rafforzato con maestria anche dal coro parrocchiale diretto da Vanni Boscarol che con fedeltà ogni domenica accompagna la Messa parrocchiale in Duomo. Al termine della liturgia i genitori hanno lodato i giovani catechisti dando loro un presente e il parroco ha consegnato ai bambini una preziosa corona del Rosario e l’immancabile pergamena ricordo. Domenica prossima i bambini reincontreranno la “loro” comunità eucaristica del Duomo, vivranno la comunione sotto le due specie, tutti stretti attorno all’altare che li aspetta per sempre. L’appuntamento del 13 giugno,. Festa patronale di Sant’Antonio, vedrà i bambini, dopo la Messa solenne e la processione, vivere il gesto della deposizione della veste bianca davanti l’immagine del Santo.