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La domenica delle Palme, ci apre ai giorni del coraggio, della passione, del....prendere il largo nella vita
Una grande partecipazione ha segnato anche a Gradisca d’Isonzo la domenica delle Palme o di Passione, la porta d’ingresso nella grande settimana che se da una parte vive per la società una normale ferialità, anzi è segnata dagli aspetti più bassi del consumismo, per i credenti dev’essere particolare, caratterizzata dal fare memoria della vita di un Uomo che i pagani per primi hanno riconosciuto Figlio di Dio. Festosa la partecipazione dei bambini che in occasione della catechesi pasquale avevano ascoltato e lavorato sul racconto del seggio di Pilato, nel quale questo “trono pensante” aveva riconosciuto in Gesù il re e Messia portato dinanzi al procuratore Ponzio Pilato e tanto desiderato offrirgli il suo posto. Nel corso della liturgia l’Azione cattolica ha presentato i regali degli impegni e delle buone azioni espresse durante l’attività nel tempo quaresimale e il celebrante ha sottolineato della lettura del Passio l’immagine della donna che profuma i piedi a Gesù, segno per noi di spenderci senza misura per il Signore e il suo Regno, dando le cose più preziose. Superare cioè quella tentazione continua di essere tirati proprio con le cose di Dio, cioè nell’ambito della nostra vita di fede. Sembra che solo con noi stessi siamo indulgenti e generosi, ma per il resto diamo il superfluo, sia in tempo che in aiuto. Anche la pastorale rischia fortemente di mancare di quel coraggio che faccia emergere la profezia, facendo emergere, parlare il Vangelo, la motivazione di fede. Si nota ovunque, ha concluso don Maurizio, anche in chi ha responsabilità la paura di compiere gesti anche in solitudine, come gli ultimi giorni della vita di Gesù invece registrano lui ha compiuto. Il parroco ha concluso dicendo che le prime generazioni cristiane hanno saputo scorgere il segno della regalità di Cristo nel legno della croce, forse noi ci attardiamo su altri segni, i segni del potere e non il potere dei segni, quale è appunto la croce che questa settimana al culmine del cammino d’amore di Cristo, non solo venereremo ma adoreremo.
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