Grande festa nel Borgo in occasione della festività di Santa Maria Maddalena.
La cappella si trova nell'omonimo borgo. E' un edificio rettangolare, di piccole dimensioni, sulle cui origini si conosce poco, ma una nota delle Cronache Parrocchiali rivela che nel 1740 apparteneva alla famiglia de Fin, che presumibilmente abitata nella stessa zona, forse di fronte il luogo sacro stesso, vista la conformazione abitativa.
Presso la cappella si svolgevano funzioni religiose, specialmente in occasione della ricorrenza di Santa Maria Maddalena e benché fosse stata sotto la giurisdizione di Farra, di cui la Bruma era Vicaria, i riti venivano celebrati anche dal clero gradiscano. La cappella fu notevolmente danneggiata durante la Grande Guerra e le ferite furono rimarginate nel secondo dopoguerra.
La Messa celebrata dal parroco si è incentrata sul brano evangelico che propone l’esperienza della santa al mattino di Pasqua.
Don Maurizio ha sottolineato come il Vangelo riporti l’annotazione che ella va al sepolcro "mentre era ancora buio" e annota ancora il vangelo che la Maddalena rispose alla domanda degli angeli: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto".
L’esperienza che fa del buio esistenziale per la mancanza di Gesù e dell’assenza di Dio è nientemeno che la nostra esperienza oggi. Anche noi viviamo questa oscurità data da molti fattori, dal declino della fede, da una società che vive come se Dio non esistesse, da tanti problemi ed eventi che mettono in crisi il nostro credo. Dio poi ci è stato rubato dalla vita, la società ha riempito tutti gli spazi che per Dio non c’è proprio posto, lo si esperimenta a tutti i livelli, per far un esempio quando si deve trovare uno spazio per la catechesi dei ragazzi e dei bambini…ma forse il segno più eclatante è stata ad esempio la discussione sulle radici cristiane dell’Europa. Nonostante ciò, ha concluso il celebrante, Maria Maddalena vive un’esperienza di fede, incontra Cristo Risorto, esegue l'ordine affidatole da Lui, annunziando ai discepoli: "Ho visto il Signore" e raccontando quello che le aveva detto …E’ la testimonianza della propria esperienza, è il raccontare il lieto annunzio che ti segna la vita, il messaggio che oggi la santa ci dà.
Al termine della Messa tante famiglie avevano preparato tante specialità culinarie che hanno permesso di vivere un bel momento di fraternità attorno a tante tavole imbandite e a rafforzare legami che non sempre sono possibili, come ha detto un rappresentante del Borgo, ringraziando tutti per la collaborazione, a partire dal saluto di chi si incontra, da un semplice “abita qui anche lei” , questi piccoli segni potrebbero rafforzare le appartenenze che nel discorso di molti, in quella serata assolata ma fresca, avevano immancabilmente i caratteri della nostalgia di un tempo ormai passato.
A.T.