Si è rinnovata anche quest’anno la tradizione della Messa di San Giovanni Battista nell’antica Cappella dedicata al Santo sita in via Bergamas, annunciata dal suono “in ambrosiano” della più antica campana della cittadella, risalente al 1642.
La Cappella inserita nel corpo di casa Corona, antico Ospitale della Fortezza, contiene anche il sepolcro dei coniugi Corona, che, con le loro volontà testamentarie del 1627, nominarono eredi, in parti uguali, il Convento dei Serviti e l'Ospitale di Gradisca, a condizione, fra l'altro, che nella loro casa, posta lungo la "Ruga Cattalana", fosse eretta una cappella dedicata alla Beata Vergine. E la pala d’altare, Santi con la Vergine, risalente al 1706, opera del pittore lombardo Giulio Quaglio, manifesta la riconoscenza del popolo gradiscano che volle così ricordare anche il benefattore Giovanni Battista Corona.
Il parroco ha celebrato la Messa soffermandosi all’omelia sul passo evangelico «Che sarà mai questo bambino?». Una domanda che lascia aperta la strada del rispetto del progetto di Dio su ogni persona, della sua vocazione. Una domanda ha proseguito don Maurizio che oggi i genitori non sono più soliti farsi nei riguardi dei figli, nei confronti dei quali spesso si pianifica il futuro e purtroppo dentro questa programmazione la vocazione alla vita sacerdotale o religiosa proprio non c’é.
Chiediamo ha concluso il celebrante, per l’intercessione di San Giovanni Battista, che ciò possa avvenire, anche per un’inversione di tendenza nella nostra Chiesa diocesana.
Ci si è dati quindi appuntamento per venerdì 1° luglio per l’adorazione serale nella stessa Cappella per il sessantesimo di sacerdozio di Papa Benedetto.
A.T.