logo desktop
logo mobile
logo desktop
logo mobile
HOME
UNITÀ PASTORALE
Cos'è l'Unità Pastorale
Orario Sante Messe
LITURGIA
Vangelo della domenica
Archivio foglietti settimanali
ARCHIVI INFORMATIVI
Comunicati, eventi, articoli
Documenti
MULTIMEDIA
Gallerie fotografiche
Video
Podcast
CONTATTI
Comunica con noi
Privacy Policy
Cookie Policy
  • HOME
  • UNITÀ PASTORALE
    • Cos'è l'Unità Pastorale
    • Orario Sante Messe
  • LITURGIA
    • Vangelo della domenica
    • Archivio foglietti settimanali
  • ARCHIVI INFORMATIVI
    • Comunicati, eventi, articoli
    • Documenti
  • MULTIMEDIA
    • Gallerie fotografiche
    • Video
    • Podcast
  • CONTATTI
    • Comunica con noi
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
0:
1:
2:
3:
4:

LA RICERCA NON HA PRODOTTO RISULTATI
Articoli Documenti Fotogallery Video Audio Eventi Vangelo della domenica Riflessioni sul Vangelo Sempre con noi Testimonianze Amici
SELEZIONE CORRENTE
TEMA=Liturgia
risultati: 167
RICERCA CORRENTE *id:
HOME > ARCHIVI INFORMATIVI > Comunicati, eventi, articoli:In coena Domini 2008: omelia del parroco

In coena Domini 2008: omelia del parroco

indice stampa

Vorrei soffermarmi con voi sui piedi di Giovanni stasera, il più giovane degli apostoli per lasciarci interrogare da quel gesto di Gesù...per chiedere a Lui: Signore sappiamo noi oggi inginocchiarci simbolicamente e concretamente ai piedi dei nostri giovani, strumentalizzati da tutti, da una società che li vede unicamente come soggetti di consumo e da sfruttare, facilmente strumentalizzabili per impegni politici massificatori (come i centri sociali, le manifestazioni di violenza... consumatori facili di mode e di droghe per creare illusioni di essere qualcuno...?
Mi ha colpito lo sfogo del parroco di Cervignano, don Silvano Cocoli n, che legge il “bullismo” come conseguenza e frutto di una parola ormai vuota del mondo degli adulti, conseguenza della abdicazione di tante famiglie!
Credo l’abbiate letto; era su tutti i giornali locali....
Ebbene Gesù deve aver indugiato su quei piedi giovanili....
Il Vangelo ci è testimone che Cristo con la sua scelta preferenziale per i poveri mette su questa categoria coloro che da soli non ce la fanno, coloro che spesso non hanno parola o che fanno fatica a farsi ascoltare...
BASTI PENSARE al miracolo nei confronti della figlia morente di Giàiro, servo di un centurione, il figlio unigenito(morto) della vedova di NAIN, il giovane ricco, il figliol prodigo, la figlia della donna Cananea posseduta da un demonio....
Ebbene quei piedi di Giovanni sono quelli che scriveva don Tonino Bello che più
rappresentano quei giovani che dobbiamo servire, ma servirli “Significa ascoltarli.
Deporre i panneggi del nostro insopportabile paternalismo. Cingersi l’asciugatoio della discrezione per andare all’essenziale. Asciugare i loro piedi, non come fossero la protesi dei nostri, ma accettando con fiducia che percorrano altri sentieri, imprevedibili, e comunque non tracciati da noi.
Significa far credito sul futuro, senza garanzie e senza avalli. Scommettere sull’inedito di un Dio che non invecchia. Rinunciare alla pretesa di contenerne la
fantasia.
Servire i giovani significa entrare con essi nell’orto degli ulivi, senza addormentarsi sulla loro solitudine, ma ascoltandone il respiro faticoso e sorvegliandone il sudore di sangue.
Significa seguire, sia pur da lontano, la loro via crucis e intuire, come Cireneo ha fatto con Gesù, che anche quella dei giovani, abbracciata insieme, è una croce che salva.
Significa, soprattutto, essere certi che dopo i giorni dell’amarezza c’è un’alba di risurrezione pure per loro.
Vorremmo almeno stasera non correre questo rischio della teatralità, del dire “che bello!”Dobbiamo allora chiederci: cosa significa servire i giovani? Certo non basta un
RICREATORIO nuovo, offrire delle possibilità...ma.... e, prendo in prestito ancora immagini e parole suggestive di don Tonino Bello...
I piedi di Giovanni, la mattina di Pasqua, nella corsa verso il sepolcro, si sono dimostrati di gran lunga più veloci di quelli di Pietro, aggiudicandosi, a un palmo dalla tomba vuota, la prima edizione del trofeo “fede, speranza e carità”.
Ma al di là dello scatto irresistibile del giovane sull’affanno impacciato del vecchio, quei piedi non sono entrati nell’immaginario della gente.
La spiegazione è semplice: la testa del discepolo ricurva sul petto delMaestro ha distratto l’attenzione dal capo del Maestro chino sui piedi del discepolo.
E’ una riprova ulteriore di come, anche nella Chiesa, le lusinghe emotive della teatralità prevaricano spesso sulla crudezza del servizio terra terra.

Amen

data di pubblicazione: 20-03-2008
tema: Liturgia
ARTICOLI SEGNALATI
Chiesa

Nominato il nuovo Arcivescovo di Gorizia

Ricorrenze

Memoria di Santa Rita da Cascia

Gruppo della Parola

Gruppo della Parola - Gradisca Viaggio alle origini

Pellegrinaggi e gite

Pellegrinaggio a Barbana

Campi estivi

Attività estive ragazzi

Comunità

Maggio, il mese della Madonna


cookie_statistiche_val:::
ShinyStat_flag::: 0

SEGUICI SU
Unità Pastorale Gradisca e Farra d'Isonzo
info@parrocchiagradisca.it
Leggi la nostra Privacy Policy e la nostra Cookie Policy
 
Questo sito NON utilizza cookie di profilazione. Previo consenso, si possono utilizzare plugin per condividere contenuti con social media e sistemi per le statistiche sugli accessi. Per approfondire leggi l'informativa Cookie Policy

  rifiuto accetto
tecnici: indispensabili per il corretto funzionamento del sito
funzionali: consentono di gestire funzioni di supporto per i contenuti del sito (visualizzazione mappe Google)
plugin social: utilizzati per condividere contenuti (Facebook, Twitter)
plugin YouTube: utilizzato per la visualizzaione dei filmati
statistiche accessi: (ShinyStat)