Il 22 aprile sera, nella Chiesa di Santo Spirito, la comunità cristiana di Gradisca d’Isonzo si è riunita per vivere la solenne Liturgia della Croce del Venerdì Santo, l’azione liturgica si era svolta nel pomeriggio a San Valeriano. La partecipazione dei gradiscani è stata numerosa e partecipata da riempire letteralmente la chiesa e si è stretta intorno alla grande Croce, predisposta dagli scout, posta al centro della navata. Questo segno visibile che è la salvezza per noi cristiani è stato veramente l’albero maestro che ha guidato tutta la serata. La comunione viva di questa parrocchia guidata dal parroco don Maurizio insieme ai tre diaconi si è espressa nella liturgia che in certi momenti ha toccato in modo sensibile i cuori di molti fedeli, quando dopo avere ascoltato la Parola di Dio che invitava ad aprire i cuori a Gesù e l’intervento di riflessione inedito a più voci fatto dal parroco e da due catechisti, il sacerdote ha invitato a inchiodare i propri peccati, scritti sopra a un cuore, sul legno della Croce posto al centro della Chiesa. Le luci soffuse e il clima di intima preghiera creato dal lucernario che ha aperto la serata, si sono uniti ai tanti canoni ritmati dal coro e dagli strumentisti che hanno accompagnato in maniera coinvolgente la liturgia. La Croce ritorni al centro della storia e della nostra vita, questo è stato il richiamo forte che ha risuonato nella predicazione, poiché solo così possiamo vivere nella gioia e nell’amore reciproco. La Croce infine è stata portata in processione dagli Scout con il seguito di tutta la comunità e nelle tre tappe della Via Crucis i fedeli hanno invocato Gesù e Maria per le necessità della Chiesa, i giovani e le famiglie. L’incontro liturgico è stato anche un rimando alla veglia pasquale, alla quale hanno partecipato in modo attivo anche tanti ragazzi della cresima e bambini degli itinerari sacramentali. Apprezzati sono stati i segni della comunione di tutti sotto le due specie eucaristiche, della venerazione dell’icona del Risorto e il profumo di vero nardo, proveniente dalla Terra santa, con il quale sono stati segnati i presenti, un profumo che, è l’auspicio, rimanga nel cuore dei fedeli, perché ogni cristiano possa con la propria vita profumare di Cristo e portare la croce per la salvezza della propria comunità ma anche di quelle lontane.
Roberto De Martino