Il cuore di Gradisca, racchiuso dalle antiche fortificazioni, è indubbio che conservi un sapore di città che è estraneo alla periferia, talvolta confusa, che si estende a macchia di leopardo al di là della Spianata.
Il cuore di Gradisca, racchiuso dalle antiche fortificazioni, è indubbio che conservi un sapore di città che è estraneo alla periferia, talvolta confusa, che si estende a macchia di leopardo al di là della Spianata. Un sapore di città che è dato da secoli di storia vissuti come centro di riferimento per un territorio che gravitava attorno alla cittadina e che l’hanno dotata di palazzi, eleganti vie, sedi istituzionali e chiese. Quest’ultime affiancate da campanili, i quali non sono mai svettati come quelli dei paesi rurali contermini, quasi a proseguire quella mimetizzazione richiesta agli edifici interni ad una città fortezza.
Non sono alti e nemmeno dalle fattezze ricercate i campanili gradiscani, ma hanno incuriosito e appassionato un loro frequentatore abituale che periodicamente sale le rampe di scale per accedere alla cella campanaria e suonare i sacri bronzi, ricordando ai cittadini il giorno di festa e richiamandoli alle funzioni festive. Si tratta del giovane Andrea Nicolausig che da appassionato studioso oltre che campanaro ha dedicato molto tempo per uno studio sulle «Campane e Campanili di Gradisca».
È questo il titolo del libro che ne è fuoriuscito, ricco di dati scientifici frutto di ricerche in archivi pubblici ed ecclesiastici, nonché biblioteche e non tralasciando anche la memoria di coloro che hanno servito la chiesa per decenni divenendo custodi di memorie da rivelare. A tutto ciò si affiancano immagini storiche che guidano il lettore alla scoperta di una Gradisca sconosciuta ai più. Quel che a prima vista può sembrare un testo per pochi cultori o di nicchia, si rivela essere un volume che intreccia storie di un popolo, dei suoi parroci e delle sue istituzioni, che si dedicano, faticano, si sacrificano e talvolta contrastano per la costruzione dei campanili. Tutto ciò per il fatto che sono i campanili gli elementi che alla fine li rappresentano e connotano la comunità, avvicinandola a Dio.
Il volume - edito dai Campanari del Goriziano e dall’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia - non tralascia le campane minori di piccole cappelle o i campanili sorti fuori le mura: quello della Bruma e quello di San Valeriano.
(M. Eulambio – P. Odorico), eseguito dal gruppo corale «Ars Musica » di Sdraussina in occasione della presentazione del volume «Campane e campanili di Gradisca» di Andrea Nicolausig
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