Trenta giovani e sette adulti hanno ricevuto domenica sera in duomo, dalle mani dell’Arcivescovo, il sacramento della confermazione, che a questa età, ha rimarcato in un passaggio dell’indirizzo di saluto al Vescovo, uno dei catechisti, è quasi più della contestazione, dei valori, spesso anche di fede, che i ragazzi vivono. Nella sua bella e seguitissima omelia, anche per un passaggio sullo scudetto dell’Inter, monsignor Dino ha riconosciuto davanti ai cresimandi che tutti viviamo la difficoltà della fede, San Tommaso ne è un po’ l’emblema, ma ciò che importa è “restare in città” cioè non estraniarsi, non guardare in alto in un ipotetico cielo, dimora di dio, ma ritrovare Gesù risorto, questa sua assenza-presenza, nelle relazioni umane, negli appelli che gli altri fanno anche a noi. Ricca la liturgia nei canti del coro, nelle preghiere dei fedeli dei cresimandi sui doni dello Spirito Santo, nel gesto offertoriale, dove tra le altre cose è sono state portate delle icone ricordo della Santissima trinità per ogni cresimato e per il vescovo. Al termine della Messa, invece dei soliti avvisi parrocchiali, l’arcivescovo ha dato due avvisi diocesani, l’appuntamento a Grado per la Veglia di pentecoste e quello ad Aquileia per l’ordinazione sacerdotale e per far festa ai sacerdoti in quest’anno, loro dedicato, anche se sofferto. Un apprezzato intervento di un genitore che ha ringraziato i catechisti per aver dato tempo, dedizione e un pezzo di vita ai loro figli in questo cammino di crescita umana e cristiana e del parroco che ha ringraziato uno ad uno i catechisti per l’opera svolta ha concluso una liturgia che rimarrà impressa nella memoria. Anche da queste righe un grazie ai catechisti: Roberto, Veronica, Pietro, Giovanna, Paolo, Maria Pia, e ancora a Franco, Alfreda e Giorgio che hanno accompagnato personalmente alcuni adulti a questo passa così importante.
A.T.