Le campane del Duomo ieri pomeriggio hanno suonato nuovamente a distesa. Come in quel drammatico pomeriggio di Natale, quando invocavano protezione dalla minacciosa piena dell’Isonzo. Ieri però hanno finalmente potuto esprimere il sollievo e la riconoscenza di una comunità per lo scampato pericolo. Nella giornata dell’Epifania Gradisca ha inteso dire grazie agli uomini della Protezione Civile, dei Vigili del fuoco, dell’Arma dei carabinieri e delle istituzioni che con il loro impegno hanno evitato uno stato di emergenza persino maggiore, dal momento che gli interventi hanno scongiurato l’evacauazione di oltre 3mila abitanti della “zona bassa” della Fortezza. Il sentimento di gratitudine è stato espresso nel corso di una semplice, ma toccante cerimonia voluta dall’Unità pastorale del Santissimo Salvatore, che ha scelto significativamente la tradizionale giornata di benedizione dei bambini, presenti in gran numero, per consegnare un encomio ufficiale a Protezione Civile e Vigili del Fuoco, che con oltre 200 uomini sono intervenuti sugli argini di via Lungh’Isonzo e in località Salet. Molte le famiglie del piccolo borgo, evacuato nel pomeriggio del 25 dicembre, che non hanno voluto mancare nonostante la situazione di grave precarietà in cui li ha gettati l’alluvione. Oltre a una folta rappresentanza di uomini in divisa, erano presenti alla cerimonia l’assessore regionale Riccardo Riccardi, il direttore della Protezione Civile regionale Guglielmo Berlasso, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Natalia Restuccia, il sindaco Franco Tommasini con la sua giunta. “E’ stato un Natale ferito, quasi offuscato dalla preoccupazione e dal pericolo – ha affermato il parroco di Gradisca, don Maurizio Qualizza – ma l’emergenza ci ha aiutato a riscoprirci disponibili alla solidarietà. E ancor di più ci ha aiutato a capire che mettersi a disposizione dell’altro e dare una parte di sè stessi, come hanno fatto questi angeli, è attualizzare le pagine del Vangelo”. L’assessore Riccardi, nel portare il saluto del governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, si è rivolto alla comunità gradiscana con parole semplici e significative: “Abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere – ha affermato – e personalmente ricorderò questo Natale come uno dei più belli della mia vita perchè ho toccato con mano in svariati angoli della regione, pur nella drammaticità dell’evento, la professionalità di questi uomini e la capacità delle istituzioni di unirsi per fronteggiare i problemi”. Inevitabile un riferimento al dopo-alluvione. “Faremo tutto il possibile per andare incontro alle famiglie più colpite dalla piena – ha assicurato -. La Regione ha chiesto al governo centrale lo stato di calamità e attendiamo notizie positive in tal senso. Nel frattempo ci siamo attivati per reperire risorse e strumenti in grado di farci capire esattamente il perchè certi episodi si siano verificati e se rischiano di ripetersi. E’ un nostro preciso dovere in questo momento”. Ha fatto eco il comandante Restuccia: “Siamo orgogliosi di poter essere una piccola certezza per la comunità. Senza la collaborazione della gente però tutto sarebbe stato molto più difficile. Di certo – ha concluso – oltre all’opera dell’uomo il 25 dicembre è stato l’aiuto di Dio a scongiurare guai peggiori”. Un piccolo segno di fede rimarrà per sempre a vegliare sul Salet. Lo ha annunciato il parroco don Qualizza, che ha reso noto come una statua di San Giovanni Nepomuceno, protettore dalle alluvioni, è stata commissionata a un artista di fuori regione per essere collocata nel borgo più colpito dalla furia dell’Isonzo.
Luigi Murciano