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HOME > ARCHIVI INFORMATIVI > Comunicati, eventi, articoli:Seconda domenica di Quaresima

Seconda domenica di Quaresima

«L'evangelista Luca ci fa camminatori insieme a Gesù verso il monte della Trasfigurazione per pregare» nella seconda domenica di Quaresima.

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Nella celebrazione eucaristica domenicale delle 11.15 in Duomo, don Giulio, oltre a richiamare l'attenzione  dell'assemblea sul segno posto ai piedi dell'altare, realizzato dagli scout di Gradisca in occasione dell’annuale ricorrenza della nascita del fondatore dello scautismo Baden-Powell, ha ripreso l'episodio della Trasfigurazione nella sua omelia:
"Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e salì sul monte a pregare".
Quanto è bella e profonda questa espressione e come è significativo il comportamento di Gesù che si ritira spesso sul monte a pregare e coinvolge i suoi amici!
L'incontro con Dio nella preghiera è sempre una cosa santa, ma questa volta avviene quella manifestazione particolare che chiamiamo trasfigurazione, perché il suo volto cambiò di aspetto e le sue vesti divennero candide e sfolgoranti. Si fece vedere nello splendore della sua gloria di Figlio di Dio, assieme a Mosè ed Elia che rappresentano tutta la Bibbia che dà testimonianza a Gesù, il Messia. E soprattutto si rende presente il Padre che proclama: "Questo è il mio Figlio, ascoltatelo!".
Nella Trasfigurazione di Gesù ci viene aperta una fenditura nel cuore di Dio.
In questa seconda domenica di Quaresima la liturgia è dominata dall'episodio della Trasfigurazione, che nel Vangelo di Luca segue immediatamente l'invito del Maestro: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua!”.
Questo evento straordinario, è un incoraggiamento nella sequela di Gesù. Luca non parla di Trasfigurazione, ma descrive quanto è avvenuto attraverso due elementi: il volto di Gesù che cambia e la sua veste che diventa candida e sfolgorante, alla presenza di Mosè ed Elia, simbolo della Legge e dei Profeti.
Ma la Trasfigurazione, soprattutto per Luca, avviene grazie alla preghiera di Gesù… sul monte Tabor si fa luce, nel monte degli ulivi si fa sudore di sangue che cade a terra…
E qui proprio come nell’agonia di Gesù, i tre discepoli che assistono alla scena sono oppressi dal sonno: è l'atteggiamento di chi, pur essendo spettatore dei prodigi divini, non comprende. Solo la lotta contro il torpore che li assale permette a Pietro, Giacomo e Giovanni di "vedere" la gloria di Gesù. Allora il ritmo si fa incalzante:
mentre Mosé ed Elia si separano dal Maestro, Pietro parla e, mentre sta parlando, una nube copre lui e gli altri discepoli con la sua ombra; è una nube, che, mentre copre, rivela la gloria di Dio, come avvenne per il popolo pellegrinante nel deserto. Gli occhi non possono più vedere, ma gli orecchi possono udire la voce che esce dalla nube:
"Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!". E' interessante notare che i tre apostoli del monte della trasfigurazione saranno gli stessi tre del monte degli ulivi. Qui provano gioia, stupore, desiderio che quel momento magico non finisca più: "E' bello per noi stare qui".
Potessimo anche noi sperimentare questa gioia e questo desiderio quando siamo nella preghiera, quando siamo con il Signore: "E' bello per noi stare qui!".
Ma Gesù invita presto a tornare alla vita ordinaria. La preghiera porta alla vita, ma in maniera nuova, diversa. E nella vita ordinaria siamo chiamati a portare la luce, la grazia, la forza dell'incontro che abbiamo avuto con il Signore. Verranno anche momenti difficili, tentazioni, sofferenze: quello che conta è ricordare "nei momenti delle tenebre ciò che abbiamo visto nei momenti di luce".
I discepoli non sono più di fronte ad un volto trasfigurato, né ad una veste candida, né ad una nube che rivela la presenza divina. Davanti ai loro occhi, c'è "Gesù solo" (v. 36). Gesù è solo davanti al Padre suo, mentre prega, ma, allo stesso tempo, "Gesù solo" è tutto ciò che è dato ai discepoli e alla Chiesa di ogni tempo: è ciò che deve bastare nel cammino. È lui l'unica voce da ascoltare, l'unico da seguire, lui che salendo verso Gerusalemme donerà la vita e un giorno "trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso" (Fil 3,21).
"Maestro, è bello per noi essere qui": è l'espressione di stupore di Pietro, che assomiglia spesso al nostro desiderio di fronte alle consolazioni del Signore. Ma la Trasfigurazione ci ricorda che le gioie seminate da Dio nella vita non sono punti di arrivo, ma sono luci che Egli ci dona nel pellegrinaggio terreno, perché "Gesù solo" sia la nostra Legge e la sua Parola sia il criterio che guida la nostra esistenza. Gesù è il Figlio di Dio, l'unico salvatore del mondo, il salvatore della vita di ciascuno di noi.
Lo adoriamo, lo contempliamo, camminiamo con Lui nella strada della nostra vita.
data di pubblicazione: 22-02-2016
tema: Liturgia
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