Rinnovato martedì 3 febbraio, come da tradizione, il rito in onore di San Biagio: la benedizione della gola.
Ma senza perdere di vista la sua santità, quella dell’effusione del sangue e della testimonianza della carità. Così il parroco all’omelia ha invitato, guardando al santo, a pregare per i cristiani perseguitati in tante parti del mondo, ma anche ad accogliere la croce nella propria esistenza nella consapevolezza che chi «perderà la propria vita la salverà». Un martirio quello di Biagio, lontano nel tempo, precisamente nel 316 durante la persecuzione di Licinio, imperatore d'Oriente, ma sempre presente e luce di testimonianza per i credenti di ogni tempo.