Grande partecipazione per la domenica delle Palme che apre la Grande Settimana, specialmente alle due Messe parrocchiali nelle quali é stata proclamata la formula lunga del Passio, a San Valeriano e in Duomo.
La liturgia della domenica delle Palme commemora l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, la festività liturgica non solo il ricordo di un evento passato, ha rimarcato il celebrante, ma un memoriale, la liturgia e il sacramento infatti ci fanno contemporanei a Gesù, in altre parole noi ci identifichiamo con il popolo di Gerusalemme, con esso salutiamo l’umile Re, cantandogli Osanna.
Ma quale è il senso di tutto ciò per noi, oggi? Noi confessiamo anzitutto che Cristo è nostro Re e nostro Signore. Troppo spesso ci dimentichiamo che il regno di Dio è già stato inaugurato e che nel giorno del nostro battesimo ne siamo stati fatti cittadini e abbiamo promesso di porre la nostra fedeltà a questo regno al di sopra di ogni altra cosa. Il regno inaugurato a Gerusalemme è però un regno universale, che abbraccia tutti gli uomini e la creazione intera.
E anche se il mondo vive la contraddizione del peccato che si fa ingiustizia, sofferenza, sopruso, bella é l'immagine di Papa Francesco dove dice: "Non dobbiamo credere al Maligno che dice: non puoi fare nulla contro la violenza, la corruzione, l'ingiustizia, i tuoi peccati! non dobbiamo mai abituarci al male."